Il Consiglio provinciale di lunedì 30 gennaio

La seduta del Consiglio provinciale  del 30 gennaio vede al centro del dibattito la polemica sulle auto blu, la proposta di creazione di una macro provincia pedemontana e la questione dei trasporti via lago.«Stare in macchina molte ore per lavoro non è bello. Sono sicuro che i rilevamenti strumentali della Guardia di Finanza, che analizzeranno telepass e gps, potranno chiarire tutto». In questo modo Leonardo Carioni risponde alla domanda di Guerra sulle polemiche intercorse nei giorni precedenti riguardo ai chilometri percorsi dall’auto blu del presidente.

Dopo la  comunicazione della nomina di Mascetti, si passa a discutere i punti tre e quattro dell’odg riguardanti gli accordi di programma per la progettazione e la realizzazione delle opere prioritarie. Pietro Cinquesanti elenca scrupolosamente tutti gli accordi, soffermandosi in particolare sugli interventi previsti per la linea ferroviaria regionale Saronno- Como, nel territorio del comune di Rovello porro. Incalzato da Rosangela Arighi, l’assessore assicura che, dopo la soppressione dei passagi a livello di Rovello, si passerà a quelli di Rovellasca. Il punto cinque dell’odg riguardante l’ esercizio finanziario 2011 e il  prelevamento dal fondo di riserva, vede una piccola “caduta” dell’assessore Tambini il quale, alla domanda di Mauro Guerra in merito a quanto si stava andando a discutere, si lascia cogliere impreparato sull’argomento.

Successivamente Il consigliere Moltrasio presenta l’interrogazione sulla realizzazione di un centro intermodale nella provincia di Como. Le perplessità dell’esponente della minoranza sono sull’utilità di una struttura a così forte impatto ambientale. L’assessore Tambini dichiara di essere d’accordo con le preoccupazioni appena espresse, è stata fatta per questo una commissione per approfondire  i termini. Il rischio è quello di perdere alcuni finanziamenti, vale la pena quindi aspettare lo studio tecnico della regione e attendere la loro valutazione, per poi ragionare da un punto di vista di costi-benefici.

Sempre Fabio Moltrasio presenta la mozione avente come argomento l’unificazione delle province di Como, Lecco, Bergamo e Varese in una macrozona pedemontana. Il progetto, come spiega lo stesso consigliere,  nulla ha da spartire con secessione e argomenti simili.  In linea con la proposta di scioglimento delle province, la creazione in Lombardia di 4 macroregioni potrebbe essere la risposta.La Costituzione, negli articoli  5 e 132, incoraggia una soluzione in tal senso. L’obiettivo, conclude Moltrasio, è poter sempre essere in grado di difendere e governare al meglio il nostro territorio. Mauro Guerra, in previsione del Consiglio provinciale di martedì (Consiglio provinciale straordinario contro lo scioglimento delle Province), chiede venga sospesa la mozione e rimandata. Una volta approfondito e discusso del nuovo assetto ordinamentale, spiega il capogruppo Pd, si pòtrà ragionare meglio. Minotti, Lega nord , va oltre chiedendo una provincia con potestà legislativa e autonomia fiscale. La soluzione migliore sarebbe una regione insubrica, più in linea con  il principio dell’Europa dei popoli ma la Lega, annuncia il consigliere, non farà mancare il proprio appoggio alla mozione. Galli sottolinea come fra una regione forte e i comuni ridotti alla fame, il compito sarà quello di riempire i vuoti di contenuti forti e autonomistici. Serafino Grassi, Pdl, si lega alla proposta di Guerra di spostare la mozione a dopo martedì. Moltrasio, soddisfatto dal dibattito suscitato, decide di rimandarla.

Galli ritira la sua interpellanza ( in ordine all’attuazione dell’accordo di programma trala Provinciaed il comune di Mozzate, per la realizzazione di interventi sulla viabilità provinciale e sulla discarica), si va quindi diretti agli ultimi due argomenti in agenda (firmatari Guerra e Arighi), riguardanti l’assetto territoriale degli uffici giudiziari e il trasporto pubblico locale via lago. Per Guerra il riordino degli uffici deve essere fatto attraverso l’attenta regia della Provincia e del Tribunale di Como. Serafino Grassi e Claudia Lingeri dichiarano il proprio appoggio alla mozione, votata poi all’unanimità. Riprende la parola il capogruppo democratico, per il quale la navigazione via lago è un settore strategico: permette infatti di superare i limiti intrinseci del trasporto su gomma, evidenziati dalla particolare conformazione geografica del territorio del centro lago. La provincia, spiega Guerra, deve mettere in atto un piano di rilancio del trasporto via acqua, in periodi di crisi bisogna fare scelte coraggiose. Grassi, Galli e Minotti sottolineano la bontà della mozione presentata dall’opposizione, in più l’esponente leghista aggiunge una piccola polemica riguardante la politica nazionale, additando come responsabili dei tagli ai trasporti la politica liberista di Monti.

L’assessore Tambini raccoglie l’invito di Guerra, la mozione viene votata all’unanimità e con l’augurio del segretario Mazara di trascorrere una buona serata, si chiude la seduta del consiglio provinciale. [Andrea Quadroni – ecoinformazioni]

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1 commento»

  I Consigli provinciali di Como del 30 e 31 gennaio « wrote @

[…] la proposta di creazione di una macro provincia pedemontana e la questione dei trasporti via lago. Leggi il seguito di questo post » su Reteco. Seduta straordinaria il 31 gennaio del Consiglio provinciale, contro il decreto che […]


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