Consiglio provinciale di lunedì 4 luglio

La cittadella sanitaria è nuovamente il pretesto per altre “scosse di assestamento” all’interno della maggioranza, dopo l’alleggerimento delle deleghe degli assessori di Autonomia comasca, decise dal presidente Leonardo Carioni. Nella seduta del 4 luglio a Villa Saporiti il gruppo guidato da Giancarlo Galli ritira una sua mozione e appoggia quella delle minoranze, suscitando non pochi malumori. E alla fine, chi ne trae vantaggio è l’opposizione…

Il centro destra “separato in casa” in Provincia di Como. Dopo il chiarimento politico interno alla maggioranza, si registrano ancora echi delle polemiche tra Autonomia comasca da una parte e Pdl e Lega dall’altra. Al centro del contendere, nella seduta di lunedì 4 luglio, ancora una volta la cittadella sanitaria. «Il problema – ha chiesto Giancarlo Galli, capogruppo di Autonomia comasca – è: cosa vuole fare la Provincia?». Nel dubbio, Galli ha deciso di ritirare la sua mozione urgente in ordine alla realizzazione della suddetta cittadella sanitaria. Così il consigliere ha scelto di appoggiare il testo delle minoranze, che avrebbe imposto alla Provincia l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Villa Saporiti, appunto, Comune di Como e vertici del Sant’Anna e dell’Asl. Contrari Pdl e Lega, per i quali la Commissione Sant’Anna è lo strumento già esistente all’interno del quale esaminare tutte le questioni relative all’ospedale e al nuovo sito. L’assessore Simona Saladini è intervenuta quindi per dire che «non ho bisogno che nessuno mi insegni come fare l’assessore. La Provincia ha dato subito e sempre indicazioni precise sulla cittadella sanitaria. Ora ognuno rispetti i suoi ruoli. Sono sempre molto contraria a istituire mille tavoli specifici: noi in questi anni zitti zitti e senza cercare visibilità abbiamo garantito i bisogni del territorio per le politiche sociali. Ma sono contro i libri dei sogni, cammino coi piedi per terra: la Provincia non è obbligata a dare risorse, abbiamo già dato». Piccata la replica della consigliera democratica Rosangela Arrighi: «L’assessore Saladini come sempre genera sconcerto. Quante volte in commissione servizi sociali sono state discusse queste cose? Non è il momento di vendere balle». Alla frecciata di Arrighi, Saladini ha risposto alludendo a come «chi non fa più il sindaco (il riferimento è alla consigliera Pd, già primo cittadino di Lomazzo, ndr) si dimentica come mantenere il dibattito a livello istituzionale» per poi alludere, o almeno così è parso, alla necessità di essere più solidali tra donne. Tornando alla commissione deputata a discutere temi sanitari e sociali, la presidente Maria Grazia Sassi ha evidenziato la «disponibilità a confrontarsi, a rivedere le informazioni e i documenti sul progetto». Per Galli «siamo alla sagra dell’ovvio»: di qui la scelta di astenersi. Risultato: la mozione delle opposizioni viene respinta ma solo per un soffio.

La discussione è poi proseguita affrontando il tema dello smaltimento dei rifiuti in Provincia.

Nello specifico è stata approvata una mozione presentata da Galli, che impegna l’ente provinciale a promuovere un nuovo modello di gestione dei rifiuti più efficace che porti la Provincia a colmare il ritardo accumulato sul tema. Concorde, seppur con qualche distinguo, il consigliere Renato Tettamanti: «a Saronno la raccolta differenziata è al 70 per cento mentre a Como i dati ci dicono che si ferma al 30-35 per cento: non possiamo far finta di niente! Per questo ritengo giusto il contenuto di questa mozione, migliorare la gestione dei rifiuti è un obiettivo necessario. Ciò detto,  al contrario di Galli, non ritengo che sia indifferente indicare la gestione pubblica o privata di questo settore. Il referendum ha dimostrato proprio questo: ci è sempre stato detto che il privato, il mercato, era la panacea di tutti i mali: e invece fallisce, anche nei rifiuti».

Dopo i rifiuti, l’Aula ha chiesto un’inversione dell’ordine del giorno e si è quindi votata la mozione presentata dal consigliere Fabio Moltrasio, sempre sul Sant’Anna: ebbene, il testo (in una versione leggermente modificata rispetto a quella iniziale), che prevedeva un tavolo di confronto sul tema, è stato approvato, poiché la maggioranza non aveva più i numeri, a quel punto della seduta. Dunque il tavolo permanente sul Sant’Anna esce dalla porta e rientra dalla finestra: si farà.

Approvata infine anche una mozione sull’acqua con un emendamento scritto e voluto da Renato Tettamanti, nel quale si tiene conto anche del risultato dei referendum. Il 25 e 26 luglio prossimi si terranno le ultime due sedute del Consiglio provinciale prima della pausa estiva: chissà se le vacanze sederanno del tutto gli animi della maggioranza…[Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

 

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