Consiglio provinciale di lunedì 13 giugno 2011

C’è crisi vera, in consiglio provinciale. Lunedì 13 giugno a Villa Saporiti è andato in scena lo strappo (definitivo?) all’interno del Pdl. Assenti in aula tutti i consiglieri del gruppo di maggioranza, incluso il presidente del Consiglio provinciale: va a vuoto il primo appello, manca il numero legale, mancano i consiglieri del Pdl,  mancano tutti gli assessori (escluso Patrizio Tambini, in seguito arriverà anche Pietro Cinquesanti). L’opposizione, che ha anche indetto una conferenza stampa al momento per annunciare le sue intenzioni e sottolineare il giudizio negativo in merito al comportamento della maggioranza, decide di raccogliere le firme per presentare una mozione di sfiducia: «la maggioranza non c’è più», dichiara il capogruppo Pd Mauro Guerra.
Al secondo appello si è poi raggiunto il numero legale con 16 consiglieri in aula (oltre all’opposizione, Lega Nord e Autonomia comasca), e la seduta ha avuto inizio. Al centro dell’incontro la cittadella sanitaria e l’ospedale Sant’Anna, con le audizioni dei responsabili delle strutture, il direttore generale dell’Asl di Como Roberto Bollina e Marco Onofri, alla guida dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna. Bollina ha spiegato come oggi «c’è un progetto, un programma» definito su come sarà organizzata l’Asl e come verranno dislocate le varie attività. Il consigliere Renato Tettamanti ha chiesto delucidazioni su «tempi, costi di gestione che al momento risultano alti, costi di mantenimento delle strutture esistenti e accesso all’ospedale, visto che alcune fonti sostengono che il numero di prestazioni sia calato», dal trasferimento al nuovo Sant’Anna. Dubbi più o meno dissipati da Onofri, che si è detto «stupito dal sentire che pazienti sceglierebbero altri nosocomi invece del Sant’Anna, che è un ottimo centro», un’eccellenza in termini di cure e servizi offerti ai pazienti. Ma alla fine la notizia del giorno è un’altra, non c’è Sant’Anna che tenga. La maggioranza ha scelto di spaccarsi in una seduta importante come questa, con l’audizione dei responsabili del progetto del nuovo ospedale. Il presidente Leonardo Carioni, in vista della seduta successiva, che si sarebbe dovuta tenere martedì 14 giugno, si è visto costretto a ritirare gli argomenti proposti dalla Giunta inseriti nell’ordine del giorno, così come i consiglieri hanno dovuto ritirare le proprie mozioni o interrogazioni in programma: la seduta del consiglio è stata revocata. A data da destinarsi. Che succederà ora? L’opposizione si prepara a dare battaglia. Carioni dovrà pensare a nuovi equilibri tra i suoi, e rispetto ai suoi alleati. Ma il Pdl si sfalderà davvero (in Italia come in provincia di Como, verrebbe da dire)? Chi vivrà vedrà…[Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

 

 

 

 

 

 

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