Consiglio provinciale di martedì 22 febbraio 2011

No al nucleare in provincia di Como. Lo ha sancito Villa Saporiti nella seduta di lunedì 22 febbraio, a seguito di una mozione presentata dall’opposizione. All’ordine del giorno anche gli indirizzi alla Giunta provinciale per la predisposizione degli atti di programmazione finanziaria annuale e pluriennale, con le diverse “ricette” dei gruppi politici. Per Autonomia comasca «il bilancio esprime il senso dell’istituzione», mentre la Lega si concentra sui «soldi che sono finiti»; più concreta la proposta del Pd per risparmiare: meno assessori.

Anche Sanremo tra le preliminari nell’ultima seduta del Consiglio provinciale lariano, lunedì 22 febbraio. Dopo un intervento per celebrare il cantante “laghèe” Van Des Froos, la consigliera Rosangela Arrighi ha voluto ricordare il dramma del popolo libico, mentre il leghista Ivano Bianchi ha citato la festa del 17 marzo, segnalando la sua posizione in merito, in linea con il partito del senatur.

A seguire, l’approvazione delle sedute precedenti e la comunicazione di alcune nomine, tra le quali quelle di alcuni membri del direttivo del Centro Volta. Per Arrighi un gesto «vergognoso» dal punto di vista della parità, considerato che – per l’ennesima volta – si tratta di nomine «al maschile».

Dopo altre “formalità”, tra le quali la sostituzione di un componente della sottocommissione elettorale circondariale di Appiano Gentile, i consiglieri si sono occupati di ambiente e in particolare di energia nucleare. Oggetto del dibattito una mozione dei consiglieri Guerra, Arrighi e Braga nella quale si dichiara “il territorio della Provincia di Como inidoneo a possibili localizzazioni di siti per impianti nucleari” e si impegna l’istituzione lariana a «promuovere e sostenere lo sviluppo della produzione di energia da fonte rinnovabili». Dopo alcuni interventi a dir la verità piuttosto pacati (fatte salve le parole del consigliere Giordano Minotti, che ha ricordato come «tutti i Paesi hanno le centrali nucleari, ce ne sono anche in Francia, vicino alla Padania») e non ideologici come ci si poteva aspettare la mozione è stata approvata all’unanimità, con 22 voti a favore su altrettanti presenti: dunque Como dice «no» al nucleare sul suo territorio. Altro discorso, certo, sarebbe stato una presa di posizione contro il nucleare “senza se e senza ma”…

E di territorio, in particolare di lago, si è parlato anche in seguito, a partire da una mozione dei consiglieri democratici sul servizio pubblico di navigazione. Una mozione nata prima dell’annuncio del ripristino dei fondi che la Regione aveva tagliato – motivo per il quale, tra l’altro, i sindacati hanno cancellato lo sciopero indetto per lo scorso 18 febbraio – ma che resta, secondo il centrosinistra, d’attualità «per gli impegni che rappresenta»: la regionalizzazione della navigazione sui laghi lombardi è uno di questi. E il lago di Como resta un nodo importante dell’economia lariana: a fronte di 16 milioni di spese annue, il servizio per la navigazione comporta 8 milioni di introiti, con 2.900.000 di biglietti staccati nel 2010, 900mila dei quali per il trasporto pubblico locale e 2 milioni per i turisti.

A proposito di economia, al centro dell’attenzione del Consiglio vi è stata poi la presentazione, per ciascun gruppo politico, degli indirizzi da dare alla Giunta per la predisposizione degli atti di programmazione finanziaria per i prossimi anni.

Per il leghista Ivano Bianchi «i soldi sono finiti, il bilancio del nostro ente risente della crisi ed è ora di dire a Roma che una parte di questi soldi non possiamo più darli!». E dopo l’attacco a “Roma ladrona” Giancarlo Galli di Autonomia comasca ha invece cambiato la prospettiva d’analisi: «il bilancio non è fatto solo di numeri, esprime il senso dell’istituzione. Dobbiamo dire ‘no’ a una provincia inerme o rinunciataria, serve un ragionamento corale, vorremmo che il bilancio contenesse un indirizzo vero per una politica del fare». E una proposta: usare «gli immobili della Provincia, che rappresentano un’immediata disponibilità di risorse». Diverse le proposte del centrosinistra. Il consigliere Mauro Guerra ha sostenuto la necessità di un vero e proprio cambiamento strutturale: «occorre mettere in campo le idee, provare a immaginare un altro schema, un altro impianto». Come si riducono allora le spese, o come si possono incrementare gli introiti? Quattro le idee proposte dal Pd: «meno assessori, una ristrutturazione complessiva degli apparati della Provincia, meno rapporti diretti – nel senso di erogazioni di denaro – con imprese e cittadini, un piano vero di valorizzazione del patrimonio immobiliare».

Pur confermando la diminuzione oggettiva delle entrate, e la conseguente situazione di crisi, il capogruppo Pdl Serafino Grassi si è detto contrario alla riduzione degli assessori, mentre ha sottolineato come il progetto di bilancio dell’assessore Tambini «preveda già tagli notevoli, segno che il lavoro che si sta facendo va nella giusta direzione». Scetticismo da parte della maggioranza anche riguardo alla valorizzazione del patrimonio immobiliare, mentre il centrodestra concorda sulla possibilità di risparmiare energia, ad esempio negli edifici scolastici, e rilancia «l’opportunità dell’Expo da sfruttare».

Rinviata alla prossima seduta – proprio a causa di una cena di gala verso l’Expo – la mozione del gruppo Autonomia comasca in ordine alla realizzazione del centro intermodale Milano nord – Como – Chiasso. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

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