Il Consiglio provinciale di martedì 25 gennaio 2011

Passato – con tutti i voti favorevoli di maggioranza e opposizioni – l’emendamento che stralcia Mozzate e Locate Varesino e piano cave approvato. Questo in sintesi il risultato della seduta del Consiglio provinciale di martedì 25 gennaio. La Provincia ha approvato il piano cave quinquennale. Stralciando la parte relativa a Mozzate e Locate Varesino, su proposta del centrosinistra e della Lega. Nella seduta del 25 gennaio sono stati votati gli emendamenti relativi a questo tema, molto discusso e sentito dai cittadini e in particolare da vari comitati locali nati per dire ‘no’ alle cave. Per la consigliera Paola Sala si tratta di un «fallimento della commissione», mentre per il capogruppo dei democratici Mauro Guerra è stata positiva «la convergenza in Consiglio su questo punto», anche se «il fatto che ne usciamo con un piano ridimensionato significa che questa maggioranza non è stata in grado di farne uno decennale». Soddisfazione, dunque, per tutti i gruppi politici: da Autonomia Comasca al Pdl, passando per il centrosinistra, che ha sottolineato a più riprese l’importanza del percorso partecipato che ha portato al voto e dell’ascolto delle ragioni dei cittadini e dei comitati spontanei che si sono battuti contro le cave in determinati territori. Dopo l’emendamento su Mozzate e Locate, si è passati, come li ha definiti il consigliere Renato Tettamanti, alla serie di emendamenti riguardanti paesi “senza padrini”. Gli emendamenti della minoranza su Fino Mornasco, Cassina e Bulgarograsso sono stati quindi respinti e rientraranno nel piano cave. Al termine di una lunga serie di osservazioni principalmente di tipo tecnico, quindi, il voto sulla delibera: 6 astenuti nelle fila della minoranza – perché, secondo Guerra, «il piano non risponde completamente alle esigenze del territorio e dimostra che la maggioranza non è riuscita a sviluppare un piano decennale», nonostante la soddisfazione per gli emendamenti approvati – e 20 voti a favore. Restano aperti, per Tettamanti, «i problemi di Cucciago, Fino e Bulgarograsso: forse sono mancati i comitati che si sono espressi negli altri paesi, facendo pesare l’opinione dei cittadini». Nulla di fatto, quindi, per i suddetti comuni: i progetti delle cave che li riguardano andranno avanti. La seduta si è conclusa con una diatriba tutta interna alla maggioranza, relativa a un ordine del giorno più di metodo che di contenuto presentato dal consigliere Galli e da Guerra. Molto rumore per nulla. Ora la palla, per quanto riguarda il piano cave, passa alla Regione. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

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