Consiglio provinciale di lunedì 29 novembre

L’ultimo assestamento generale del bilancio ha tenuto banco nella seduta del Consiglio provinciale comasco di lunedì 29 novembre. Maggioranza e opposizione si sono scontrati in particolare sul bando della Provincia per aiutare le famiglie in difficoltà, voluto da Simona Saladini, assessore ai Servizi sociali. Ad oggi, dei 100mila euro stanziati ne sono stati erogati 30mila. Slitta invece e torna in Commissione la modifica dello statuto della Società Pubblica Trasporti Spa.

L’aggiustamento delle ultime risorse finanziarie a disposizione tiene banco a Villa Saporiti. Il Presidente Leonardo Carioni non era presente alla seduta di lunedì 29 novembre, per tanto il primo punto all’ordine del giorno, la richiesta di convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio provinciale, di un quinto dei consiglieri, di verifica sullo stato della maggioranza e sull’attuazione del programma, sarà oggetto della discussione della seduta di martedì 30 novembre. Il primo argomento di dibattito è stato quindi la proposta di modifica dello statuto della società di trasporti Spt Spa, partecipata per il 22,61% dalla Provincia. La proposta riguarda la nuova denominazione sociale (Spt Holding Spa), l’avvio di un percorso di valorizzazione delle risorse umane presenti, la possibilità di instaurare collaborazioni con gli enti pubblici e quella di ampliare l’ambito di operatività della società. Nello specifico, si chiede l’opportunità per la società di operare in ambito immobiliare, senza finalità di lucro, per sfruttare al meglio l’edificio di via Aldo Moro, oggi parzialmente inutilizzato, smantellare il rivestimento in eternit e poterne fare strutture per l’accoglienza degli studenti del vicino polo universitario. Ma il riferimento alla gestione dell’immobile «che non abbia finalità meramente speculative» (il testo della delibera era leggermente modificato rispetto alla premessa) non ha convinto diversi consiglieri. Renato Tettamanti è stato il primo a chiedere all’assessore Patrizio Tambini di sospendere l’approvazione della delibera per permettere un passaggio nella commissione competente, per approfondire la natura del progetto, soprattutto con altri soggetti, per quanto riguarda le risorse umane e le attività immobiliari. L’uso dell’espressione «senza speculazioni» ha perplesso nelle fila della maggioranza anche Ivano Bernasconi e Giancarlo Galli, mentre Mauro Guerra del Pd ha letto il regolamento (art.32 comma 7) che sostanzialmente riporta in capo alle commissioni temi di questo tipo. E così sarà: la palla passa alle Commissioni competenti. L’assessore Tambini ha poi illustrato la delibera relativa a un assestamento generale di bilancio, o meglio un «aggiustamento delle ultime risorse» come lo ha definito l’assessore. Una modifica che non è piaciuta alla minoranza. Per Tettamanti «sarà anche un aggiustamento ma contiene elementi negativi che l’anno prossimo saranno più gravi. La crisi non è finita e arrivano segnali pesanti in questo senso, come il mancato introito di 800mila euro per le immatricolazioni delle auto. Inoltre sono stati decisi risparmi sulle risorse umane e di non fare nuove assunzioni: esprimo la mia contrarietà a provvedimenti di questo tipo. Bisogna occuparsi della crisi e dell’occupazione. Infine, leggo di fondi per la rotatoria di asso: ma non avevamo deciso di non intervenire in quell’area (dove dovrebbe sorgere un supermercato, già contestato dalla popolazione e dagli ambientalisti, per la presenza di una cascata e un ambiente naturale da preservare, ndr)?». L’assessore non ha nascosto «qualche preoccupazione di tipo finanziario», in vista anche dei prossimi tagli alle amministrazioni provinciali, nel 2011. La consigliera Rosangela Arrighi ha puntato il dito contro la gestione del personale: «non riusciamo a dare un lavoro fisso a chi lavora per noi!» e contro il bando per le famiglie voluto dall’assessore Simona Saladini, oggetto dello scontro più acceso nel corso della seduta del Consiglio. Si tratta di un bando per 100mila euro di stanziamenti che avrebbe dovuto dare diritto a un contributo per l’acquisto di alcuni beni, rivolto a studenti delle scuole superiori, disabili, persone non autosufficienti e nuclei familiari con almeno tre figli minori. Il contributo, pari al 70% della spesa sostenuta fino a un massimo di 2mila euro, poteva essere utilizzato per acquistare computer, vocabolari, apparecchi sanitari per persone non autosufficienti, strumenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche, e attrezzature per i bambini da 0 a 3 anni. Le domande, aperte il 18 ottobre, si sono chiuse lo scorso 16 novembre. Secondo la vicepresidente del Consiglio «siamo riusciti a destinare 29mila dei 100mila stanziati, ne abbiamo spesi 6mila per pubblicare l’immagine dell’assessore sulla stampa». A dir poco piccata la replica dell’assessore e sindaca di Cernobbio per la quale «il bando è stato condiviso da uffici di zona e sindacati» e, a proposito dell’eventuale pubblicità resa al suo personaggio, «non ne ho bisogno, la visibilità ce l’ho già, non mi sono nemmeno occupata di controllare come venisse impostata la mia foto». L’esponente della Giunta Bruni ha poi sottolineato come l’opposizione non si sia occupata di welfare e sociale, né abbia chiesto di aumentare gli stanziamenti del suddetto fondo di solidarietà. All’accusa hanno risposto i consiglieri di minoranza. Tettamanti ha ricordato che nei bilanci 2008 e 2009 «abbiamo proposto odg ed emendamenti – sempre respinti dalla maggioranza – chiedendo di spostare quote significative per puntare sul settore lavoro»; Fabio Moltrasio ha rinfrescato la memoria dei presenti alludendo alla «proposta di un piano straordinario contro la crisi, presentata nel febbraio 2009 dalle minoranze, sulla scorta dell’esempio della Provincia di Milano»; anche per Mauro Guerra «se in tempi di crisi si fa un bando sul sociale e si riesce ad erogare solo 30mila euro su 100mila significa che non si è riusciti a capire come spendere utilmente le risorse, posto che il sociale è competenza dei Comuni». Per l’opposizione, insomma, il bando è stato un fallimento, un atto di propaganda inutile in tempi di crisi così grave, di fronte all’esigenza di provvedimenti più strutturali, nel rispetto del ruolo della Provincia e ha avuto solo una ricaduta positiva in termini d’immagine per l’Assessorato; per il centrodestra, invece, così come dichiarato da Serafino Grassi «ha dato indicazioni utili» per migliorarlo in futuro, visto che i 70mila euro rimasti sono ancora nelle disponibilità della Provincia e molto è stato fatto per il lavoro, con «risorse per il pacchetto crisi proporzionate rispetto a quelle della Provincia di Milano», come ha affermato l’assessore alle Politiche del lavoro Alessandro Fermi. L’assestamento di bilancio, alla fine, è stato approvato, con 16 voti favorevoli e 7 contrari. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

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