Per i pendolari in arrivo una grossa stangata tariffaria

In un comunicato  Giorgio Dahò, cordinatore dei comitati pendolari, denuncia ulteriori incrementi delle tariffe verroviarie. Leggi il Comunicato. “Abbiamo giudicato irricevibili le proposte fatte venerdì 5 novembre al tavolo TPL della Regione Lombardia relativamente ad aumenti tariffari e tagli ai servizi.

La proposta dell’assessore consiste, di fatto, in tagli ai servizi sino al 12% e di aumenti tariffari del 25% con punte sino al 30% per la corsa semplice.

Nel corso della riunione, l’assessore Cattaneo ha evidenziato non solo l’impossibilità di utilizzare, per mitigare gli effetti del taglio alle risorse per i trasporti pubblici, i fondi FAS, ma anche di incrementare le entrate attraverso una azione di riequilibrio finanziario delle risorse all’interno del sistema della mobilità.

La somma dei tagli ai servizi e della tariffe comporterebbe una perdita di utenti che può essere stimata nel 9%, causando un incremento delle auto circolanti in Lombardia pari a 200.000 veicoli e quasi 400 milioni di chilogrammi di gas serra in più.

Sono state dunque rigettate le nostre proposte, che chiedevano il ricorso alle accise per riequilibrare il sistema della mobilità e una maggiore oculatezza nell’utilizzo degli investimenti, in particolare dei 25 miliardi connessi all’EXPO, ai fini di aumentare la velocità commerciale dei trasporti pubblici, anche mediante la predisposizione di un Piano della Mobilità regionale.

L’assessore Cattaneo ha completamente ignorato che l’aumento della velocità commerciale, previsto entro il 2011 come obiettivo dal Patto TPL, consentirebbe, se perseguito, di ottenere maggiore produttività ed incrementi di utenza e di introiti ben superiori ai tagli della manovra, con grandi benefici ambientali ed economici.

La velocità commerciale del trasporto pubblico in Italia è la più bassa d’Europa a causa dell’incapacità di governare il sistema della mobilità e di un sistema normativo centralistico e arretrato che non tiene conto delle realtà locali e dei miglioramenti tecnologici.

Con gli effetti negativi conseguenti a questa politica punitiva nei confronti dei cittadini virtuosi che utilizzano il mezzo pubblico vengono anche clamorosamente contraddetti gli altri obiettivi del Patto del TPL di incremento degli utenti del trasporto pubblico e di diminuzione dell’utilizzo dell’auto privata.

Tutto il peso della manovra viene quindi scaricato sui pendolari, sugli utenti dei trasporti pubblici e sui lavoratori del settore a causa delle preclusioni ideologiche nella ricerca di un maggiore equilibrio delle ricadute della manovra economica, perseguibile, ad esempio, con la ricerca di nuove risorse, quali una piccolissima rimodulazione delle accise sui carburanti.

Le prossime iniziative consisteranno quindi nella petizione on-line sul sito http://patto.ilpendolare.com, che diventerà operativa nei primi giorni della settimana, e che sarà necessario sostenere ad ogni livello e su cui dobbiamo sentirci tutti responsabilizzati in prima persona.

La petizione è nazionale, perché quello dei tagli alle risorse è un problema che riguarda tutte le regioni e tutte le modalità: treni, autobus, tram, urbani ed extraurbani. Il fatto che molte regioni non si esprimano non deve infatti essere assolutamente ritenuto tranquillizzante.

Dobbiamo puntare a mettere in campo una serie di iniziative, a cominciare dal volantinaggio nelle stazioni e sui treni per diffondere l’appello a firmare da parte di tutti i pendolari. Si può anche aprire la raccolta di segnalazioni dei disservizi, che documenti quanto sia scadente il servizio offerto.

Invitiamo tutti i coordinamenti regionali e i comitati di pendolari sull’intero territorio nazionale a chiedere incontri presso gli assessorati e audizioni alle competenti commissioni consiliari per avere informazioni su questa stangata prossima ventura.

Per la Lombardia, abbiamo in agenda l’appuntamento  per l’audizione da parte della V Commissione Trasporti e Territorio del Consiglio regionale della Lombardia, prevista per giovedì 11 novembre.

Ricordate che attendere a muoversi sarebbe troppo tardi”.  [Giorgio Dahò, cordinatore dei comitati pendolari]

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