Consiglio provinciale di martedì 12 ottobre

Pdl, tanto rumore per nulla

Il centrodestra in Provincia si sarà anche spaccato, ma continua a fare squadra…All’ordine del giorno della seduta di martedì 12 ottobre le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia (respinta la proposta della Lega), l’attuazione del servizio idrico integrato, la pena di morte per Sakineh Mohammad Ashtiani – con mezz’ora di discussione su lapidazioni, diritti delle donne, Islam e fatti di cronaca nera vari ed eventuali – e la proposta di dedicare a Giorgio Ambrosoli la caserma dei carabinieri di via Borgovico. Tante “frecciatine” da e verso il nuovo gruppo consigliare ma al momento del voto quasi tutte le fratture si ricompongono…

A causa del dibattito sul nuovo Sant’Anna sono state affrontate martedì 12 ottobre in consiglio provinciale varie questioni sollevate da tempo e non ancora giunte all’ordine del giorno di Villa Saporiti. A cominciare da un’interpellanza dei consiglieri di minoranza Rosangela Arrighi, Cornelia Borsoi, Chiara Braga, Mauro Guerra e Fabio Moltrasio sulla presenza e attività sul territorio provinciale della criminalità organizzata, presentata lo scorso luglio, in concomitanza con le notizie sui presunti rifiuti pericolosi nello scavo per la realizzazione del nuovo ospedale: il vicepresidente Paolo Mascetti, ricordando le indagini della magistratura ancora in corso, ha dichiarato «prematura» la costituzione di una commissione specifica d’inchiesta, il tutto è stato risolto con un impegno e un monito a maggiore attenzione di tutti gli enti locali verso certe dinamiche “sospette”.

Il dibattito si è animato al momento di discutere delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, un momento, secondo il consigliere leghista Ivano Bianchi, a proposito di criminalità organizzata, in cui ci sarebbe poco da festeggiare perché, a fronte del «contributo lombardo all’unificazione», «in cambio abbiamo avuto l’immigrazione, i mafiosi, la camorra, e non sappiamo neanche più parlare i dialetti». In buona sostanza la Lega ha chiesto che le celebrazioni vengano fatte a costo zero per la Provincia e in chiave puramente federalista. Dall’altra parte, Giancarlo Galli, capogruppo del neonato Gruppo provinciale per l’Autonomia comasca, ha attaccato frontalmente gli ex alleati padani: «dite che bisogna celebrare l’Unità d’Italia ma senza spese: è un po’ contraddittorio. Non dev’essere una questione retorica né un anniversario banalizzato. Perché non mandare in tutte le scuole medie alcuni stralci dei discorsi di Rosmini e Cattaneo? Il federalismo è nato prima della Lega, non ne avete il monopolio…».

Anche Mauro Guerra del Pd si è chiesto «di quale federalismo parliamo», auspicando che si cominci a «riempire le parole di contenuti», mentre Renato Tettamanti ha espresso la volontà di «allargare la discussione, dando spazio alla molteplicità delle voci» e delle riflessioni che possono scaturire da un anniversario come quello del 2011. Alla fine la proposta più largamente condivisa è quella di ridiscutere della questione in Conferenza dei Capigruppo, l’ordine del giorno della Lega viene respinto con 14 voti contrari, 5 favorevoli e 5 astenuti.

Dall’Unità d’Italia ai beni comuni: oggetto del contendere un’altra mozione del consigliere Galli in ordine all’attuazione del servizio idrico integrato. Confermato da tutti, maggioranza e minoranza, un certo stato di confusione sui servizi pubblici locali e una indefinitezza a livello normativo, Galli ha chiesto al Presidente e alla Giunta di presentare una relazione sullo stato dell’arte del servizio idrico e di predisporre un documento della Provincia in merito, oltre che «la possibilità di un’iniziativa per formulare delle proposte alla Regione». Tettamanti ha subito ricordato «una cosa fondamentale della quale Galli si è dimenticato, il referendum, con 19mila firme raccolte – trasversalmente – in provincia di Como e 1 milione e mezzo in Italia: come si fa a non tenerne conto?». Il capogruppo del Pd, Mauro Guerra, ha quindi proposto di modificare il testo della mozione inserendo il riferimento all’impatto delle iniziative referendarie; mozione approvata con 17 voti a favore e 8 astenuti.

L’acqua, il servizio idrico torneranno quindi al centro dell’attenzione dei consiglieri. E di diritti, nel senso più ampio del termine, si è discusso ancora verso la fine della seduta del Consiglio. Lo spunto è stato dato da una mozione dei consiglieri Grassi e Minotti sulla mobilitazione promossa dal governo italiano per Sakineh Mohammadi Ashtiani (la cui gigantografia campeggia sulla facciata di Villa Saporiti dall’inizio della campagna mondiale a favore della donna iraniana). Nel testo si dichiarava «inaccettabile che qualunque donna venga sottoposta a lapidazione»; per Galli questo è «veterofemminismo privo di logica: gli uomini possono essere lapidati?».

La diatriba sull’uso del termine «persona» invece che «donna» e sull’allargamento del concetto espresso contro ogni forma di pena di morte è andata avanti a lungo con svariati interventi: l’assessore Simona Saladini ha esordito con quella che ha precisato essere una battuta sulla fine che si meriterebbe – o che verrebbe “naturale” pensare – per lo zio di Sara Scazzi, suscitando la reazione di Chiara Braga, per la quale non si sarebbe dovuta dire nemmeno per scherzo una frase del genere in una sede istituzionale; Giordano Minotti della Lega ha puntato il dito contro l’Islam, altri suoi colleghi lo hanno fatto contro il burqa; la consigliera Paola Sala contro la pena di morte in genere; l’assessore Colombo, riferendosi all’intervento di Galli, ha detto che si dovrebbe allora aggiungere il richiamo a «fanciulli e fanciulle»; Tettamanti ha ricordato il «dramma dei migranti, degli omicidi e le detenzioni illegali che avvengono in Libia», chiedendo che l’impegno su questi temi non sia «unidirezionale»; mentre la consigliera Pd Chiara Braga si è rammaricata per «aver sprecato un’occasione, è mancata come sempre l’onestà intellettuale, si è voluto agitare come al solito lo spettro della paura, con un inutile richiamo al burqa…». Il testo è stato infine modificato con l’utilizzo del termine «persona» e il riferimento alla contrarietà verso «qualsiasi pena che conduca alla morte» e tutti hanno votato a favore (nonostante i consiglieri leghisti avessero espresso la loro volontà di mantenere la mozione nella sua versione iniziale).

Ritirata infine un’altra mozione di Galli sulla procedura di Valutazione ambientale strategica, mentre è stata bocciata la proposta dei consiglieri di minoranza di intitolare all’avvocato Giorgio Ambrosoli l’edificio dell’attuale sede della caserma dei carabinieri di via Borgovico. La motivazione della maggioranza è stata che non si può imporre alla Giunta una scelta di questo tipo, andrebbe proposta una lista di nomi opzionali per decidere l’intitolazione della caserma; le minoranze hanno rifiutato e la loro mozione non ha quindi ottenuto parere positivo dall’Aula. Il Pdl è diviso, ma non sempre. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

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