Il Consiglio provinciale di Como di martedì 5 ottobre 2010

Il Sant’Anna come banco di prova di Villa Saporiti. Approvata il 5 ottobre, dopo un lungo e animato Consiglio provinciale, la proposta di variante urbanistica al piano territoriale per la realizzazione del nuovo ospedale. La minoranza si è astenuta, ottenendo la garanzia che la questione tornerà comunque in Consiglio. E su un ordine del giorno del consigliere Galli la maggioranza è andata sotto… Che cosa deve fare una Provincia? Che cosa sta facendo quella di Como? A chiederselo, ripetutamente, ieri sera, nel corso della seduta del Consiglio provinciale lariano, diversi consiglieri delle fila della minoranza ma anche della maggioranza. Oggetto dell’accesa discussione, attesa ormai al varco da settimane, era la proposta di variante urbanistica in merito alla realizzazione del nuovo ospedale. L’assessore Sergio Mina ne ha nuovamente illustrato i capisaldi: la sostanza è che se inizialmente era stato previsto un 40 per cento di volumetria destinato ad uso privato (residenze, attività commerciali etc.) e un 60 per cento per i servizi sanitari e alla persona, cioè ad uso pubblico, ora questo rapporto si è invertito. Anzi, secondo Mauro Guerra del Pd, sarebbe arrivato ad un 70 per cento a favore del settore privato contro un 30 per cento per opere e strutture di interesse pubblico. Nel suo primo intervento il consigliere di maggioranza Giancarlo Galli, a difesa di un suo emendamento che ha ricevuto parere tecnico negativo (e di qui è seguita più tardi una lunga disquisizione sulla possibilità di subemendare o meno in Consiglio provinciale), ha chiesto provocatoriamente (e la replica è arrivata più tardi…): «la discussione è pericolosa? E fare politica non significa occuparsi della polis?». Ma tornando al merito del dibattito, Renato Tettamanti ha chiesto la convocazione di un consiglio straordinario con il dirigente sanitario Roberto Antinozzi, «per capire cosa ci sarà in questa cittadella sanitaria, che “guadagneremmo” grazie a questa variante: ad oggi non c’è nemmeno un progetto di massima dell’Asl!». Ha rincarato la dose Mauro Guerra del Pd, sostenendo che la Provincia starebbe perdendo una grande occasione e «non esiste nelle vicende strategiche di questo territorio, come l’area San Martino e l’area Ticosa» e facendo una rivendicazione politica: «che si torni in questo Consiglio quando le cose saranno più definite». Quanto al Pdl, nessuna critica all’ospedale, considerato anzi un ottimo risultato, con la variante come migliore proposta possibile, ma in compenso ha riservato le “frecciate” più sagaci al suo interno. È stato infatti Giordano Minotti della Lega il primo a scagliarsi contro Galli, al quale ha suggerito di «non confondere il federalismo con il suo bizantinismo», in quanto autore del suddetto emendamento respinto, che avrebbe potuto rimandare nuovamente il voto sulla variante, «col rischio che il vecchio Sant’Anna facesse la fine dell’ex Ticosa». Soprassedendo ai regolamenti di conti interni alla maggioranza, la consigliera Pd Rosangela Arrighi, nell’intervento più colorito della serata, si è chiesta: «siamo stati cattivi amministratori? Siete sicuri che questo è il massimo che potevamo ottenere? Stasera stiamo accettando un accordo di programma in cui il pubblico ci smena! La cittadella, come dire, era un obiettivo minimo…». Per l’assessore Simona Saladini, invece, sono solo rose e fiori: nessuna resa dei conti, il centrodestra sta governando, «dobbiamo ringraziare i consiglieri, il presidente e tutti quelli che hanno reso possibile questo grande risultato di oggi (l’ospedale, ndr)». L’assessore Tambini ha poi chiarito che «ci vorranno non meno di due anni per vedere realizzata la riqualificazione del Sant’Anna e potrebbero aumentare i 20mila metri quadri destinati ad uso pubblico, in quanto la variante non lo impedisce; la partita si giocherà successivamente, poiché il presidente Carioni ha sottoscritto solo una proposta di accordo di programma». Dunque la variante non impedirebbe anche un aumento dello spazio destinato ad usi privati, ha dedotto Rosangela Arrighi, mentre Mauro Guerra, di fronte alle autocelebrazioni del centrodestra, ha voluto ricordare che i «90 milioni per l’ospedale sono arrivati dal governo Prodi». E Giancarlo Galli ha dato il colpo di grazia, rammentando come lo stesso presidente Carioni abbia «lottato anni fa perché l’ospedale rimanesse nel vecchio Sant’Anna». Alla fine si vota la delibera di variante con un emendamento che impegna il Consiglio a tornare a discutere: 18 favorevoli e 8 astenuti. Il colpo di scena finale si è realizzato subito dopo, con il voto su un ordine del giorno di Galli, in merito ad un concorso di idee per riprogettare l’area della Napoleona. Il consigliere, dopo una pausa di sospensione, ha dichiarato di aver ricevuto dai colleghi della maggioranza la richiesta di aggiungere nel testo l’assenza di oneri per la Provincia rispetto al concorso di idee. Risultato: 9 voti contrari, 15 a favore, il Pdl va sotto, e per la minoranza, nelle parole di Guerra, questa sarebbe la dimostrazione che «non solo non c’è la Provincia, ma non c’è nemmeno la maggioranza». Ultima annotazione: si è infine approvato il regolamento per il funzionamento della commissione provinciale per l’ambiente naturale, indispensabile per operare in materia di acque e che dovrà stabilire dei criteri per tutelare i torrenti dall’incetta di grandi e piccole captazioni. Un primo passo in avanti per il Comitato acque comasche. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

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