Il Consiglio provinciale di Como di martedì 27 luglio 2010

L’ultima, breve, seduta per il Consiglio provinciale prima della pausa estiva, si è svolta ieri, martedì 27 luglio. L’unico punto all’ordine del giorno affrontato (ed approvato) è stato l’atto di indirizzo sulle priorità delle infrastrutture strategiche stradali in provincia di Como.Con 18 presenti (19 alla fine della seduta) e mezz’ora di ritardo si è riunito ieri, martedì 27 luglio, il Consiglio provinciale comasco, per l’ultima volta prima della pausa estiva. Al centro del dibattito e della votazione l’atto di indirizzo sulle priorità delle infrastrutture strategiche stradali e ferroviarie, illustrato dall’assessore Sergio Mina. Il progetto è frutto del lavoro della Commissione consiliare Territorio e Trasporti, che si è riunita in due occasioni lo scorso maggio, su stimolo di due ordini del giorno, presentati rispettivamente dai consiglieri di minoranza Maria Rita Livio, Cornelia Borsoi, Renato Tettamanti e dal gruppo consiliare del Pdl. «L’atto di indirizzo –  come si legge nel testo discusso ieri – rappresenta un utile riferimento per garantire un’azione coordinata ed efficace nele relazioni con i vari soggetti istituzionali, e di chiarezza in riferimento agli Enti locali, nell’ambito delle loro competenze in materia di politiche di governo del territorio, nonché di supporto alla programmazione dello sviluppo sociale e del sistema economico locale». Inoltre va ad integrare il Piano territoriale di coordinamento della Provincia, poiché a distanza di alcuni anni si è reso necessario rimodulare la programmazione degli interventi e soprattutto ridefinirne le priorità.

Molte le criticità rilevate per quanto riguarda la rete stradale, in primis per quanto concerne il “caso” Pedemontana, con l’avvio dei primi cantieri, ma con il problema relativo alla realizzazione del secondo lotto della tangenziale di Como, per la quale pare manchino attualmente i fondi. L’incertezza sui finanziamenti per l’opera – 859.073.309 euro l’importo del progetto definitivo, al momento, come detto, non finanziato – è al centro delle preoccupazioni dei consiglieri comaschi, sia nelle fila della maggioranza che tra quelli dell’opposizione. «Dobbiamo reclamare quello che ci è dovuto e che era previsto nel progetto iniziale» ha dichiarato la consigliera Rosangela Arrighi del Pd.

Le altre infrastrutture stradali indicate come priorità sono: la realizzazione della terza corsia sulla A9, il tratto Como-Varese della statale 342 Briantea, gli interventi sulle Ss 340 e 340 Regina (ovvero la variante alla Tremezzina e la variante Dongo-Gravedona-Domaso), il nuovo collegamento Como-Cantù-Mariano, la riqualificazione della Sp 32 Novedratese e della Sp 40 Arosio-Canzo, la Sp 17 Garibaldina, il nuovo collegamento Misinto-Turate e il nuovo collegamento autostradale Varese-Como-Lecco (ad oggi non finanziato e sul quale i Comuni hanno espresso il loro dissenso). Altri interventi significativi riguardano la Ss 639 variante di Pusiano e di Parravicino, la riqualifica della Ss 342 nel tratto Albese-Inverigo, la riqualifica della Ss 583 Lariana e la variante di Cadorago.

Della rete ferroviaria non si è parlato in modo approfondito, vista l’assenza dell’assessore competente. L’atto di indirizzo sulle opere viabilistihe prioritarie è stato approvato con 19 voti favorevoli su 19. Non sono stati affrontati, a causa dell’assenza del relatore Pietro Cinquesanti, neanche gli ultimi due punti all’ordine del giorno della seduta, la costituzione della servitù a favore de La grande stufa Srl e l’uso di alcune risorse residue per completare determinati lavori pubblici. Assente anche – per motivi di salute, hanno dichiarato dal Pdl – il presidente Leonardo Carioni, come ha notato in suo intervento la consigliera Arrighi, segnalando invece «la necessità di partecipare ad una discussione così importante».

Insomma, più strade per tutti e buone vacanze…[Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

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1 commento»

  Salvabrughiera wrote @

Il documento di indirizzo espresso dal Consiglio Provinciale cerca di fare chiarezza in una situazione che a noi cittadini sembra molto confusa. Riguardo alla tangenziale appare una distanza sempre maggiore fra queste posizioni della Provincia (in sintonia con quelle di molti dei Comuni interessati al passaggio del secondo lotto e con quelle del Comitato intercomunale a Difesa del Territorio), e quelle di esponenti regionali che fanno affermazioni spesso contraddittorie fra loro e sicuramente confuse sul da farsi del tipo “non ci sono più soldi per nulla, forse neppure per la Pedemontana… no forse i soldi ci sono ma solo per l’autostrada VA-CO-LC e non per la tangenziale… no non ci sono neppure per l’autostrada, è solo fumo negli occhi…”).
Come psicologia non è male! Infatti dichiarando che non ci sono soldi per l’autostrada VA-CO-LC costoro fanno pensare che ai comaschi venga tolto qualcosa di necessario mentre sull’utilità dell’autostrada molti nutrono dubbi, tanto che la Provincia ne ha chiesto lo stralcio.
E nel frattempo i progetti autostradali continuano, visto che gira voce certa che il Gruppo Pedemontana il 4 ottobre presenterà a Como un nuovo piano di fattibilità per la VA-CO-LC, pare non molto diverso dal precedente che è stato tanto contestato… Una situazione che ci lascia allibiti, anche perché, mentre la Provincia ha accettato un confronto con i Comuni, lo stesso non ha fatto la Regione nonostante le sia stato richiesto… e poi ci parlano di condivisione delle scelte con il territorio!
Il gruppo Salvabrughiera


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