Il Consiglio provinciale di Como di lunedì 5 luglio 2010

Una nuova convenzione tra la Provincia di Como e il Comune di Cernobbio per la gestione associata del servizio di polizia locale tiene banco nella seduta del Consiglio provinciale di lunedì 5 luglio. La sperimentazione, sulla quale la minoranza ha espresso vari dubbi e parere negativo, durerà 3 anni. Dal 15 luglio Villa Saporiti e il Comune di Cernobbio avranno un servizio associato di polizia locale. È quanto è stato stabilito il 5 luglio, al termine di un’accesa seduta del consiglio provinciale, terminata appunto con l’approvazione – con 16 voti favorevoli e sei contrari – di una nuova convenzione tra i due enti. In sostanza, si tratterebbe di “prestare” i 27 agenti del corpo provinciale, oltre che i mezzi a disposizione, a Cernobbio soprattutto nel corso di manifestazioni, eventi, e in caso di urgenze o necessità specifiche; “in cambio” la Provincia otterrebbe una formazione on the job per i propri agenti, specializzati principalmente in attività ambientali o di controllo dell’attività ittico-venatoria e meno sulla sicurezza stradale, aspetto sul quale invece hanno maturato più esperienza gli agenti in servizio a Cernobbio. Un’attività simile era già prevista, tra l’altro, da precedenti protocolli sanciti tra i due enti. Il progetto ha suscitato dubbi e critiche, sia tra la minoranza che nelle fila della maggioranza, la quale ha comunque poi votato a favore. Ivano Bernasconi del Pdl ha espresso «qualche perplessità» sulla possibilità di estendere la convenzione in questione ad altri Comuni; il suo collega di coalizione Giancarlo Galli ha sottolineato la necessità di «tener conto del decreto Tremonti»; Alberto Bartesaghi, sempre del Pdl, ha chiesto maggiori informazioni su alcune specifiche del testo dell’accordo tra i due enti. Sul fronte dell’opposizione, il consigliere Renato Tettamanti ha posto un primo problema fondamentale: «quali sono i vantaggi di quest’operazione per la Provincia di Como?». Ancora più dura Rosangela Arrighi del Pd, che ha definito il progetto «un discrimine: la nostra polizia a disposizione di un Comune, tra l’altro schizofrenico, considerato che sciolto una convenzione simile con i Comuni vicini e ora batte cassa in Provincia!». Per Arrighi, quindi, «la Provincia dev’essere Provincia di tutti, non è possibile creare un precedente di questo tipo, anche se capisco che il sindaco di Cernobbio, Simona Saladini (assessore provinciale, ndr), ci guadagnerà». Di fronte alle critiche dell’opposizione, la maggioranza ha fatto quadrato intorno alle scelte dell’assessore alla Polizia locale, Ivano Polledrotti, che ha ribadito la bontà del progetto: «rappresenta la possibilità di avvalerci di professionalità che non abbiamo sulla sicurezza stradale, è una sperimentazione, la prima di questo tipo a livello nazionale, che non prevede costi ma anzi significherà una diminuzione delle spese». Dopo una sospensione, la minoranza ha presentato un emendamento per chiedere almeno che la sperimentazione venisse ridotta da tre anni a uno: richiesta bocciata, si va avanti con la convenzione nella sua versione originaria e definitiva, senza il beneplacito della minoranza che ha votato quindi contro il testo in questione. Prima dell’acceso dibattito sulla polizia locale, varie preliminari: Renato Tettamanti si concentra sul porto marino e le indiscrezioni apparse sui giornali secondo cui ci sarebbe un avanzamento del progetto, Rosangela Arrighi del Pd sui tagli ai trasporti pubblici previsti dalla manovra, Claudia Lingeri della Lega Nord sull’area della Ticosa. In apertura della seduta è intervenuto inoltre Fabrizio Quaglino, presidente della holding Spt, di cui la Provincia è azionista, con una breve analisi sullo stato dell’arte di Spt, il cui bilancio dello scorso anno ammontava a 800mila euro. La notizia più rilevante è probabilmente la proposta di destinare la sede Aldo Moro, attualmente sotto sfruttata a detta di Quaglino, ad alloggi per gli studenti universitari. Sul fronte culturale, è stato approvato il programma bibliotecario 2010-2012: 22mila euro in più i fondi stanziati, a fronte di un sostanziale aumento di utenti delle biblioteche della provincia comasca. Su quest’argomento, Tettamanti ha segnalato la difficoltà di molti studenti e utenti ad accedere ai testi e ai materiali della Fondazione Nicolò Rusca, chiedendo dunque la possibilità che tale centro studi possa essere integrato, insieme alle biblioteche scolastiche, nel piano relativo ai quattro sistemi bibliotecari della provincia lariana. Altro punto all’ordine del giorno della seduta consigliare, che avrebbe forse meritato un approfondimento ulteriore, è stato il bilancio dell’azienda speciale per la formazione, l’orientamento ed il lavoro, approvato all’unanimità. Un bilancio «molto positivo», a detta di Alessandro Fermi, assessore alle Politiche del lavoro e alla formazione, secondo il quale «abbiamo ottenuto un successo lavorativo pari al 70 per cento nei primi tre mesi dopo la fine della scuola» per gli studenti avviati al lavoro dal centro per la formazione lariano. Per Tettamanti, intervenuto sul tema, «è la dimostrazione che il pubblico funziona». Ultima novità, prettamente politica, comunicata dal presidente Carioni, riguarda la spartizione delle deleghe dell’assessore Dario Bianchi, eletto in Consiglio regionale e quindi sostituito da altri assessori: Mario Colombo si occuperà della caccia, Pietro Cinquesanti del patrimonio e dell’economato. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

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