Consiglio provinciale del 15 marzo 2010: tutela del territorio e dei corpi idrici

Non passa l’emendamento delle minoranze per bloccare nuove captazioni per mini impianti idroeletterici, ritenuto in contrasto con le leggi della regione Lomardia.Il comitato acque comasche si ritiene parzialmente soddisfatto delle nouove norme passate in consiglio  per regolamentare gli scempi ambientali, ma continuerà la sua lotta per la salvaguardia delle valli lariane e del Ceresio.

 

 

Inizia quindi il dibattito sulle captazioni idriche con un intervento di Tettamanti : « siamo di fronte a 37 captazioni già in corso e ad altre 51 in Corso d’istruttoria, siamo di fronte a disastri ambientali non più accettabili: modifica delle portate dei corsi d’acqua a valle, minimo deflusso vitale spesso garantito solo quando si aspettano controlli, la commissione territorio ha il solo compito di istituire nuovi parchi (S.I.C. Siti d’importanza comunitaria) o l’ampliamento di quelli esistenti, che si trovano però ad altitudini tra i 1.000 e i 1.500 mt., ma sappiamo che le captazioni dei torrenti avvengono ad altitudini inferiori, come a Livo e Dosso del Liro :  siamo quindi costretti ad assistere quasi impotenti a questi scempi ambientali. La provincia di Sondrio, tramite parlamentari locali sensibili ai temi ambientali è riuscita ad ottenere la moratoria  su ulteriori captazioni idriche, mentre noi che vantiamo maggioranze politiche amiche   sia del Governo nazionale che di quello regionale non riusciamo a combinare niente»! e chiude l’intervento presentando un emendamento alla delibera che viene sottoscritto dai soli consiglieri di minoranza. Galli, avalla il parere del dirigente provinciale all’ambiente Franco Binaghi sul fatto che l’emendamento presentato dalle minoranze non sia ammissibile al dibattito in quanto violerebbe le norme regionali in materia, ma propone, a sua volta, l’istituzione di una nuova  commissione (solo tecnica, non consiliare) per la tutela dell’ambiente naturale , da affiancare a quella già esistente per il paesaggio. A precisa richiesta del capogruppo della lega Giordano Minotti che dichiara di vedere di buon occhio l’emendamento presentato da Tettamanti e minoranze,  l’arch. Franco Binaghi risponde che l’emendamento in questione  sarebbe illegittimo in quanto la competenza per il rilascio di autorizzazione a nuove captazioni idriche a scopo di impianti idroelettrici  è solo di pertinenza statale e regionale, ma non provinciale («rischiamo sicuramente ricorsi al TAR o al consiglio di stato e saremmo condannati»). Interviene anche il consigliere socialista Fabio Moltrasio sottolineando le gravi responsabilità politiche della regione Lombardia e della forze politiche che la governano per l’omissione di atti a tutela delle valli lariane e del Ceresio. Ulteriori chiarimenti legali da parte del segretario generale della provincia  avv. Luigi Burti:  «l’emendamento proposto dalle minoranze, anche se trasformato in o.d.g. e sottoscritto anche dal  capogruppo leghista Giordano Minotti, mantiene le caratteristiche di illegittimità prima descritte mentre il nuovo o.d.g., primo firmatario Giancarlo Galli e recante le firme di tutti i consiglieri di minoranza, oltre che dei leghisti  è legittimo».
Questo nuovo ordine del giorno [aprite il documento cliccando qui: odg flusso prese derivazioni] in effetti non entra nel merito di bloccare le autorizzazioni a nuove captazioni, ma si limita a “impegnare la giunta nel predisporre un progetto per la installazione di idonea strumentazione sulle prese di derivazione che consenta di acquisire e memorizzare tutti i dati relativi al flusso ed a renderli visibili in tempo reale da un sistema centralizzato accessibile alle autorità preposte ai controlli e, in caso di anomalia del flusso , avvertire gli addetti al controllo sia a mezzo radio che a mezzo sms”.
La  Delibera tutela territorio e corpi idrici, unitaria viene quindi votata dall’unanimità dei 23 consigliere rimasti presenti nonostante l’ormai tarda ora, mentre l’ultimo ordine del giorno ottiene il voto favorevole delle sole minoranze e della lega ed il voto contrario di 13 consiglieri  pdl (Nel frattempo alcuni consiglieri erano usciti abbattendo il numero dei presenti a 21).[Enzo Arighi, ufficio stampa di Renato Tettamanti]

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