Resoconto dell’audizione a Villa Saporiti del Comitato Acque Comasche alla riunione delle commissioni consiliari congiunte: ecologia, territorio e pesca

 

Resoconto dell’audizione a Villa Saporiti del Comitato Acque Comasche alla riunione delle commissioni consiliari congiunte: ecologia, territorio e pesca sulle derivazioni di acque pubbliche per produzione di energia elettrica

 

 

 

Su esplicita richiesta del presidente della commissione consiliare ecologia lunedì 1 febbraio si è tenuta nella sala consiliare dell’amministrazione provinciale una riunione congiunta delle tre commissioni consiliari competenti in materia di derivazioni di acque pubbliche per produzione di energia elettrica con l’intervento di una decina di esponenti del comitato acque comasche che da anni si occupa di captazioni.
Detto comitato, particolarmente attivo in alto lago e nelle valli italiane del Ceresio (come si evince dal loro sito:  http://www.acquecomasche.com/AcqueComasche/Benvenuto.html ) aveva, per la verità richiesto un’audizione davanti all’intero consiglio provinciale; si è concordato poi di svolgere l’ audizione davanti ai membri delle tre commissioni competenti, oltre che al presidente della provincia, agli assessori provinciali e ai dirigenti provinciali dei settori ecologia-territorio-pesca.
Nel suo primo intervento il consigliere pdl Giancarlo Galli, in qualità di presidente della commissione ecologia e ambiente, si è soffermato sulla sua relazione introduttiva distribuita a tutti i presenti, citando la Legge Valtellina e tutte le altre norme successive che regolano le derivazioni idroelettriche; nella sua relazione ha citato che “da vari decenni le temperature medie annuali in Lombardia tendono ad aumentare ad un ritmo di crescita doppio rispetto a quello medio della terra e che le precipitazioni, sempre in Lombardia,  hanno mutato la loro distribuzione stagionale concentrandosi in sempre più frequenti fenomeni estremi”. “I due fenomeni provocano un arretramento dei ghiacciai lombardi e delle aree innevate tanto, da prevedere una totale sparizione dei ghiacciai entro la metà di questo secolo; le emissioni di CO2  e di gas serra, superiori in Lombardia rispetto  alla media nazionale,  sono dovute anche alla scelta regionale di ridurre il deficit energetico” Ciò premesso, secondo Galli, citando dati Enel sta provocando una continua diminuzione notevole della capacità di produzione di energia per via idroelettrica.
La proposta di Galli è stata quindi di un accordo i programma con Autorità di bacino, Regione e Comuni per giungere a regole più restrittive di quelle attuali, volte ad aumentare il minimo deflusso vitale e collegate alla situazione territoriale, individuando nel profilo paesaggistico la chiave di volta per una risposta urgente:  il tutto contenuto in una proposta di delibera del consiglio provinciale.
E’ seguito  l’intervento dell’Assessore Paolo Mascetti: “ l’onorevole Galli propone uno strumento rapido, ma siamo tutti consapevoli che le soluzioni avranno un percorso assai lungo, basti pensare che nella precedente audizione del comitato acque comasche avevamo preventivato incontri con gli assessori provinciali di Lecco e Sondrio, ma per ora siamo riusciti ad incontrare solo quello di Sondrio che ci ha illustrato il suo intervento con proposta in finanziaria di inserire un vincolo per il rilascio di autorizzazioni a nuove  captazioni demandando il tutto al ministero dell’ambiente che, in una sua nota, aveva dichiarato di non avere strumenti per operare in materia”.  Ha poi tranquillizzato i membri del comitato dicendo che dal 2006 non sono state rilasciate autorizzazioni a nuove captazioni. “di fatto siamo di fronte ad una moratoria, anche se non dichiarata da parte di nessuno”. Ha preso quindi la parola,  per conto del comitato acque comasche, Rossi Mira che agganciandosi a quanto dichiarato prima da Mascetti ha detto  che il comitato contava 39 captazioni nel luglio 2008, mentre ora ammontano a ben 47  e che la provincia di Sondrio ha inserito il tema nel PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia) e che le linee guida in merito al paesaggio del 22 gennaio scorso, citate da Galli e pubblicate sul BURL di pochi giorni fa, parlano si delle captazioni idriche, ma citano espressamente le grandi captazioni, escludendo quindi le piccole, per le quali non offrono alcuna soluzione. E’ seguito un chiarimento dell’assessore al patrimonio Dario Bianchi (lega) “la provincia di Sondrio non ha modificato il PTCP, che non aveva, in realtà ha solo elaborato il suo primo PTCP.
Il consigliere Renato Tettamanti ha poi chiesto a Giancarlo Galli: “ma la proposta di delibera consiliare deve intendersi come percorso alternativo (breve) all’accordo di programma  (lungo) ? “
Galli ha quindi, in parte,  risposto che la commissione paesistica potrà dare anche direttive vincolanti (nel senso di vincolare al divieto di ulteriori captazioni) ma che il percorso potrebbe non essere privo di rischi nel senso che si potrebbe incorrere in qualche ricorso al TAR. E’ seguito l’intervento dell’assessore alla pesca (lega)Ivano Polledrotti affermando che al piano ittico pesca si sta lavorando da un anno e mezzo e che prevederà l’obbligo del rilascio del flusso minimo vitale dei corsi d’acqua al 30 % (anziché l’attuale 10 %) contribuendo in tal modo a disincentivare ulteriori richieste di captazioni, ma che potrebbe creare non poco contenzioso. E’ intervenuto nuovamente Tettamanti : “nel corso di questi ultimi 2 anni ci siamo più volte divisi sul che fare; ero favorevole alla modifica del PTCP, ma mi si diceva che quella  strada aveva un iter prevedibile di circa 2 anni, mi sembra però troppo ottimistica la nuova ipotesi di Galli che attraverso  la tutela del paesaggio arriveremmo a dei risultati entro 2 mesi”.
E’ stata poi la volta del membro del comitato Oreste Ciapessoni che, con tanto di proiezioni di slides, ha illustrato panoramicamente, tutti gli scempi ambientali a cui è già soggetto l’alto lago, dicendosi allarmatissimo  per i disastri  a venire che sarebbero insanabili e precisando che le captazioni censite dal comitato purtroppo sono 52, non 47 come detto prima dalla sua collega del comitato.
E’ intervenuta quindi la consigliera Cornelia Borsoi della lista civica territoriale  sottolineando come nella proposta di delibera presentata da Galli andranno chiariti alcuni passaggi che creeranno  equivoci che è meglio puntualizzare da subito “da chi saranno composte le commissioni provinciali: da noi consiglieri provinciali o dai tecnici della commissione paesaggio?” ed inoltre  “la  commissione  suggerirà o vincolerà?  Già molte leggi nazionali e regionali dettano principi guida, ma gli scempi ambientali vanno avanti, mancano i vincoli,  le sanzioni ed i controlli di cui poco si è parlato; quando si aprono nuovi cantieri di captazione nessun controllo viene fatto e nessuna sanzione viene applicata”.
E’ cominciato poi  il lungo intervento di Oreste Ciapessoni, che, per conto del comitato ha enumerato almeno 18 motivi gravi, documentati dalle slides,  per bloccare nuove captazioni idriche di cui ne riportiamo solo alcuni :

 – La provincia non è in grado di misurare il deflusso minimo vitale finora regolamentato al 10%;
– i danni che provocano le scavatrici ed i camion (delle imprese idroelettriche) sulle strette stradine delle valli dell’alto lago sono incalcolabili;
– i lavori spesso fanno danni anche al patrimonio storico (mostrando una slide di uno storico  ponte in pietra danneggiato dal traffico pesante);
– il prosciugamento  dei torrenti fa dei danni enormi al turismo da “canyioning” molto diffuso in alto lago;
– un impianto di captazione sopra Gravedona doveva essere costruito tutto in galleria, ma gran parte dell’impianto è alla luce del sole (come vedete);
– ogni fiume o torrente è già captato almeno una volta e molti più volte;
Ha concluso Ciapessoni invitando tutti i presenti a visitare, accompagnati da lui, tutti   gli scempi mostrati.
Ha quindi completato  l’intervento del comitato la signora  Rossi  Mira lamentandosi per l’assenza del presidente della provincia Carioni che era tra gli invitati del comitato: “in qualità di membro del C.d.A. di Expo 2015 pensavamo fosse particolarmente interessato a valorizzare e salvaguardare il patrimonio acqua della nostra  provincia visto che la fiera avrà per titolo “Nutrire il pianeta, energia per la vita”!. Fabio Moltrasio  del partio socialista si è detto stupito di come ormai la tutela della natura passi in secondo piano  rispetto alle leggi del libero mercato; “inoltre anche in questo delicato settore si è dimostrato che fatta la legge è subito pronto l’inganno” : Ha poi chiesto  a Ciapessoni che tipo di solidarietà danno i comuni della zona al comitato acque comasche. Risposta di Oreste Ciapessoni: “ Molti comuni non ci sostengono, in modo particolare Livo, Dosso del Liro ed altri piccoli comuni che, alle prese con un bilancio comunale prosciugato di risorse si lasciano irretire dalle imprese di captazione che promettono aiuti al comune in cambio di autorizzazioni ; Montemezzo, per esempio, ha autorizzato una captazione a 900 metri di quota che non rispetta il deflusso minimo vitale e la poca acqua  rimasta non va più nel corso del fiume, ma in un piccolo canale; ha ottenuto in cambio solo  l’energia  per 8 punti luce a 1.000 metri d’altitudine dove non ci va mai nessuno e dove tra l’altro l’energia è sprecata”!
E’ intervenuto  nuovamente il consigliere Tettamanti a chiedere lumi sul percorso “breve” prospettato da Galli per la moratoria, dicendo  che parrebbero una chimera i tempi previsti da Galli di un iter di 2 mesi, viste le lungaggini dei lavori, in precedenza. E ha replicato Galli “mai parlato di moratoria, chiedo conforti di ulteriori spiegazioni ai tecnici della provincia presenti” ( Binaghi e Cosenza) E’ intervenuto quindi l’architetto Giuseppe Cosenza degli uffici tecnici della provincia dicendo: “se viene avanti il percorso   di divieti assoluti questo non sarà attuabile da parte dell’amministrazione provinciale; sembrerebbe più ragionevole ed attuabile la proposta del presidente Giancarlo Galli e so di esprimere anche il parere del collega, architetto Binaghi, con il quale mi sono già consultato”.
L’ultima parola è stata della signora Rossi Mira del comitato acque comasche: “ Abbiamo bisogno di fatti, non di parole!”

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