Il Consiglio provinciale del 25 gennaio 2010

Ennesimo  Consiglio provinciale a vuoto:  le minoranze e il pdl uniti contro Carioni.

L’assessore Simona Saladini del pdl: «Non ci prendiamo le responsabilità del presidente Carioni, assente »,   alludendo ad una posizione condivisa da altri assessori pdl . 

Commenta Renato Tettamanti : «Se l’unico assessore che ha parlato ha detto di non assumersi le responsabilità del presidente di fatto è una sfiducia politica, anche da parte di alcuni assessori,  al presidente della provincia Carioni» 

 

Il consiglio   inizia con un intervento di Mauro Guerra del pd che chiede di sapere, in assenza del presidente Leonardo Carioni, quale assessore si farà carico di rispondere all’interpellanza che le opposizioni presentarono sin dal lontano 28 settembre 2009 e che finalmente sarebbe giunto in serata all’ordine del giorno, facendo notare che, in mancanza di una risposta autorevole e dettagliata sul tema, le opposizioni non avrebbero preso parte ai lavori del consiglio provinciale. Interviene Renato Tettamanti ad appoggiare tale proposta e rincarando la richiesta: “vorrei sapere se, anche per l’interpellanza unitaria delle opposizioni sulle vicende arcinote di Villa Erba e del progetto di porto Marina, non avremo risposte né dal presidente Carioni, né da assessori sufficientemente preparati in materia a relazionarci.” A questo punto il presidente del consiglio risponde ai due precedenti consiglieri leggendo una nota pervenutagli dal presidente Carioni con la quale lo stesso presidente che si scusa con tutti per una convocazione, a titolo di presidente dell’unione delle province lombarde,   in regione da parte del ministro delle riforme, riunione concomitante con il consiglio provinciale. Il presidente del consiglio aggiunge inoltre che sui chiarimenti richiesti in merito alle vicende di Villa Erba più tardi è prevista  una relazione del presidente di Villa Erba l’ing. Ambrosini ma che se tale relazione non dovesse essere ritenuta sufficiente dalle opposizioni “basterà telefonare ad Ambrosini di non venire” Mauro Guerra di nuovo: “Ambrosini è già stato qui in un’audizione illustrativa, noi vogliamo sapere gli indirizzi politico-strategici della provincia in Villa Erba …” Il capo gruppo della lega Giordano Minotti  chiede a questo punto di passare al supplemento previsto della relazione dell’assessore Pietro Cinquesanti, provocando altri interventi irritati dalle opposizioni. Interviene l’assessore Simona Saladini del pdl: “condivido, come amministratrice in un comune (Cernobbio) le rimostranze delle minoranze, serve la presenza del presidente della provincia per  rispondere alle interpellanze in questione, anche perché nessuno di noi assessori è ben al corrente delle due vicende e, del resto, non ce la sentiamoci di assumerci le responsabilità del presidente Carioni.”

Prende la parola Renato  Tettamanti: “ prendo atto positivamente delle dichiarazioni dell’assessore Simona Saladini, ma ci sarebbe anche un vice presidente…quello che sta succedendo qui è di fatto una sfiducia politica, anche da parte di alcuni assessori, al presidente della provincia o comunque verrà  letta inevitabilmente così dai media e dall’opinione pubblica”.

Il  consigliere Giancarlo Galli del pdl puntualizza la mala gestione delle interpellanze che dovrebbero avere in futuro una calendarizzazione  di precedenza rispetto ad altri atti del consiglio e  sottolinea inoltre di non aver mai visto, da molti anni,  in alcuna amministrazione (regione, provincia o comune) che le istanze delle minoranza abbiano mai inciso più di tanto nelle decisioni già prese dalle giunte, citando un recente  articolo di Galli della Loggia “ il presidenzialismo all’italiana”. A questo punto i consiglieri di minoranza, “vilipesi”, secondo un commento della consigliera pd Maria Rita Livio, lasciano l’aula e dopo pochi istanti viene controllato il numero legale che non c’è per la fuoruscita anche di alcuni consiglieri del pdl. Dopo i 15 minuti previsti dallo statuto un secondo appello dimostra che quasi tutti i consiglieri del pdl sono usciti, lasciando praticamente soli i leghisti a difendersi il loro presidente della provincia. Una riunione dei capigruppo deciderà, a giorni, la data di aggiornamento del nuovo consiglio provinciale, sperabilmente tenendo conto degli innumerevoli impegni istituzionali e non di Leonardo Carioni. [Enzo Arighi, ufficio stampa di Renato Tettamanti]

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1 commento»

  max wrote @

sticazz!!! e nessuno sa niente!!!


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