Road shock a Mozzate il 27 novembre

Il resoconto della serata del 27 novembre 2009 Road schock del portavoce del Comitato Mozzatese salute e ambiente  Ambrogio Guglielmetti

 A chi capita di transitare nella zona del basso comasco e del basso varesotto, a 40 anni dalla istituzione della Regione Lombardia, scorge evidentissima una lacuna macroscopica, tutto l’urbanizzato di questi territori è stato abbandonato allo sprawl (macchia d’olio).
 Attorno alle Strade Provinciali, SP 233 Varesina da Saronno a Varese, SP 24 per Appiano/Como e tutte le altre esistenti, il paesaggio urbano peggiora.
Le costruzioni, capannoni ed abitazioni, nei diversi Comuni sono tutte attaccate, come se ci fosse “la grande città”, “la città infinita”.
Vista dal satellite la trama sembra il disegno di un gigantesco triangolo; la Milano Laghi si biforca in due grandi assi autostradali diretti a Como e Varese e le Strade provinciali scompaiono, inghiottite dall’espansione a macchia dei paesi esistenti.
In mezzo, tra i due rami autostradali rimane una grande superficie in cui sono addensate numerose cave di sabbia, trasformate poi in discariche di rifiuti, tra cui quella di Gerenzano la più grande d’Europa, Cerro Maggiore, Mozzate e Gorla Maggiore.
Questo è il “triangolo d’oro” del basso comasco e del basso varesotto!
In questo territorio già degradato dal punto di vista ambientale, Regione, Province ed alcuni Comuni tra cui Mozzate, hanno approvato di far transitare anche l’autostrada Pedemontana.  Inoltre è in discussione un’altra autostrada,  la Como – Varese che attraverserà il Parco Pineta di Appiano/Tradate.
 Per informare i cittadini sull’attacco che gli enti sopra citati stanno portando al  territorio si è tenuta il 27/11/09 a Mozzate una Assemblea pubblica, chiamata “Road-Shock”.
 All’incontro hanno partecipato poco più di 100 persone, alcuni dei paesi vicini o facenti parti di Associazioni e Comitati cittadini ed hanno ascoltato le particolareggiate relazioni dei  tecnici invitati da “Insieme in Rete”, di cui fa parte anche il Comitato Mozzatese, apprendendo così una serie di informazioni sottaciute. L’assemblea si è trasformata in una occasione importante per i gruppi di cittadini per scambiarsi informazioni, mettendo assieme tanti piccoli tasselli del caotico puzzle urbanistico.
Durante il dibattito pubblico sono emersi alcuni aspetti inquietanti sulla vocazione masochista di Mozzate; non contento di aver localizzato, con il trascorrere degli anni, nel perimetro comunale un numero spropositato di discariche di rifiuti, la stessa Amministrazione comunale ha offerto a Pedemontana la superficie dell’area di servizio, una quantità sproporzionata che porta il consumo di suolo per Mozzate di 3 volte superiore alla media dei paesi toccati dal tragitto autostradale. 
 Occorre anche dire che la Giunta attuale ha proposto l’apertura di 2 cave per quasi 3 milioni di metri cubi nel nostro Comune.
Che dire?     Sembra di raccontare una storia fuori da ogni logica!
 Siamo certi che i Mozzatesi e le future generazioni considereranno questa storia come un “errore progettuale” della classe politica lombarda (regione, province e comune), quella che dice di amministrare da decenni, incurante dei disastri ambientali e della scarsa qualità della vita dei cittadini.

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