Il Consiglio provinciale di Como del 16 e 17 novembre 2009

Litigi prestestuosi, veti incrociati tra Pdl e Lega e assenze non ben giustificate di diversi assessori paralizzano e vanificano molte delle votazioni e dei relativi dibattiti che erano in programma  per questi due giorni di Consiglio. L’assessore all’ambiente fa un po’ di chiarezza quanto meno tardiva sulle dicutibilissime evoluzioni del piano rifiuti e sul commissariamento della stesso da parte della Regione. Provocazioni a iosa dai banchi della Lega sulla Legge contro l’omofobia e sull’uso provocatorio di bandiere verdi e drappi col simbolo del “sole padano” in consiglio. Offese a Tettamanti, equiparato ” ai biechi governanti dell’Iran”,  a tutte le opposizioni e dispetti “infantili” e perditempo al Pdl  da parte di tutti i leghisti, con l’accondiscendente silenzio del presidente Carioni.

Il 16 novembre il consiglio inizia con l’annuncio dell’ormai consueta assenza del presidente Carioni e con una preliminare di Tettamanti : “grave il commissariamento della provincia per il piano rifiuti, anche per le modalità improvvise con cui è avvenuto, andava coinvolto l’intero consiglio su questa materia essendo uno dei pochi poteri che gli sono rimasti ” continua Tettamanti “avrei gradito chiedere lumi al diretto interessato, il presidente Carioni, ma per l’ennesima volta è assente da questa sala”.
 Supplisce a quest’assenza l’assessore Mascetti che giunge in ritardo, provenendo da un’assemblea dell’A.T.O. e si dilunga nella pluriennale storia del piano rifiuti provinciale di cui il precedete risaliva al 1996.
 Dapprima si accolla una parte della responsabilità nella non chiarezza della comunicazione con il consiglio  poi cita una lettera del febbraio 2009 con cui la Regione Lombardia   richiedeva l’accoglimento nel forno della Guzza di Como di svariate  tonnellate di rifiuti provenienti dal Varesotto, pena il blocco di contributi regionali ammontanti a circa 350.000 euro.
Nè Tettamanti, nè altri consiglieri di minoranza e persino di maggioranza, membri della commissione ambiente,   si sono dichiarati a conoscenza del contenuto preciso di quella lettera, sucitando persino le rimostranze del consigliere Galli, presidente della commissione  che si ripromette di contestare il tutto nella riunione della commissione di lunedì  prossimo.  
Anche Mauro Guerra del PD interviene chiedendo che l’assente presidente Carioni dovrà spiegare al consiglio che tipo di rapporti ci siano stati con la Regione, visto che quest’ultima ha messo a conoscenza Presidente e assessore  del commissariamento del piano rifiuti dopo che questo era già stato deliberato dalla Regione.” La commissione ambiente aveva chiesto un incontro con il presidente Carioni, si auspica che sarà presente in commissione almento lunedì prossimo”.
Ulteriore presa di responsabilità da parte dell’assessore Mascetti ” ho insistito io affinché il presidente Carioni accettasse il commissariamento in quanto era la meno peggio delle soluzioni!”. L’assessore Mascetti fa poi distribuire a tutti i consiglieri un documento in cui si evidenzia l’esatto ammontare delle tonnellate di raccolta rifiuti indifferenziata in più che il neo – commissario provinciale si accolla cioè “solo” 8.600 tonnellate/anno, pari a 23 tonnellate/giorno  rispetto al piano licenziato dal consiglio nel 2008, cioè  “un camion in più al giorno” contestando gli allarmismi dei giornali dei giorni scorsi .
Viene poi fatto notare dall’opposizione che di solito i commissari vengono nominati tra personalità  “terze” non amministratori già in carica alla provincia.
Si passa poi ad altri ordini del giorno dopo averne spostati all’indomani un discreto numero in quanto gli assessori  relatori  sono assenti suscitando non poche contestazioni dalle minoranze..
Si inizia pertanto la presentazione  dell’ ordine del giorno di PDL e Lega sulla solidarietà al popolo iraniano e per il suo diritto di manifestare, senza subire violenze intollerabili .
Tettamanti esprime  l’assoluto appoggio a tale ordine del giorno da parte di tutte le minoranze, ma fa notare che il popolo iraniano non sia  l’unico al mondo a subire angherie soprusi e violenze antidemocratiche da parte del proprio governo, “basti pensare al vicino regime della Libia” .
Guerra invece  chiede che venga stralciato il comma che recita “di dare mandato alla Segreteria Generale dell’Ente e ai competenti uffici, di esporre all’esterno della Sede ufficiale, un segno di colore verde (drappo, bandiera, lenzuolo…) come segno tangibile di solidarietà e di vicinanza alla protesta dei cittadini iraniani.” .
Così, dopo un intervento del capogruppo della Lega Nord che fa notare che si vuol far togliere il verde in quanto colore che rammenta la Lega.
La richiesta del consigliere Guerra viene appoggiata dal consigliere PDL relatore e a questo punto  tutto il gruppo leghista si astiene sulla votazione dell’o.d.g. con pesanti accuse del capogruppo Leghista, Minotti a tutto il PDL, colpevole di avvalorare le tesi della minoranza.
Dopo un ennesimo rimando all’indomani di un importante ordine del giorno Tettamanti fa ulteriormente notare ” organizziamo i i lavori del consiglio sulla base della presenza o assenza degli assessori, dovremo scrivere una lettera di richiamo al presidente Carioni per il rispetto delle regole”.
Tocca quindi all’On. Braga presentare l’o.d.g. di tutte le minoranze “per una legge contro l’omofobia” . Appena aperto il microfono tutti i consiglieri leghisti escono dall’aula lasciando come minimo di stucco maggioranza e opposizione che dopo un cordiale dibattito approvano l’od.g. a grande maggioranza  (senza i voti della Lega provocatoriamente assente).
La sessione del 17 novembre inizia con la relazione dell’assessore al Bilancio Tambini, finalmente presente.
Tettamanti preannuncia  il voto contrario delle opposizioni soprattutto per il capitolo del finanziamento alle varianti viabilistiche del comune di S. Fermo artificiosamente spacciate per “migliorie al sistema di viabilità del nuovo ospedale S. Anna” ma solo ” sperpero scellerato delle risorse del bilancio provinciale” secondo Tettamanti.e tutte le opposizioni.
Tettamanti approfitta inoltre della presenza dell’assessore al bilancio per chiedere quanto ci sia di vero negli annunci giornalistici di ulteriori perdite di bilancio per la vicenda del lodo arbitrale sui lavori al Liceo Giovio ( circa 1.400.000 euro) .
La notizia viene confermata nella sostanza dall’assessore Tambini che si riserva di ufficializzare il tutto quando la sentenza verrà pubblicata Tettamanti a questo punto richiama il Vicepresidente del Consiglio, il leghista Bianchi (che sta svolgendo il ruolo di Presidente) a far riporre dai banchi dei consiglieri leghisti
dei vistosissimi drappi verdi con il simbolo del “sole padano” e cita 2 note del Ministero dell’Interno dell’11 gennaio e 13 marzo 2006, (quando era ministro Pisanu, di Forza Italia ) che vietano l’uso di simboli di partito nelle sedi degli enti locali ; consegna fotocopie delle stesse note ministeriali al suddetto vicepresidente del consiglio, ma quest’ultimo si rifiuta di fare il benchè minimo richiamo ai colleghi di partito leghisti. Anzi il capogruppo della Lega Minotti interviene con pesanti insulti a Tettamanti “sei come i governanti dell’Iran che rifiutano le bandiere verdi che rappresentano la libertà del popolo! sotto la tua maglietta rossa si vede benissimo la falce e martello che hai ancora dentro!” (da notare che la maglietta di Tettamanti è ciclamino, a dimostrazione che Minotti è già molto alterato ).
E anche a quelli del PD: ” non c’e’ Bolognina che tenga, gratta gratta si intravede benissimo che ce l’avete ancora anche voi, siete rimasti gli stessi che rifiutano la libertà del popolo e i suoi simboli !”… e via sproloquiando…
Dopo brevi ma significativi interventi di solidarietà a Tettamanti, le consigliere Bordoi e Livio lasciano l’aula, permanendo il rifiuto di ritirare le bandiere verdi, il complice silenzio del Presidente Carioni (per nulla imbarazzato del disdicevole teatrino ) e gli interventi di tentativi di mediazione da parte di alcuni consiglieri PDL, tra cui il loro capogruppo. interviene, sempre più alterato il Capogruppo leghista Minotti che se la piglia anche con il PDL “Voi ieri vi siete associati alle sinistre e vi siete fatti imporre di togliiere il comma della mozione sull’Iran contenete le bandiere verdi sugli edifici della provincia perché rammentano la Lega!” Questi sui nostri banchi non sono bandiere di partito ma solo fazzoletti con il sole della padania (la loro misura per la verità è di circa un metro quadro, difficile definirli fazzioletti!).
In questo sconcertante parapiglia l’assessore Tambini sollecita almeno la votazione sulle variazioni di bilancio che passa, nonostante i voti contrari delle minoranze, rimasti nel frattempo solo in 3, mentre alcuni consiglieri leghisti girano per la sala consigliare con i fazzoletti verdi da un metro quadrato al collo.
A questo punto anche la consigliera Arrighi del PD lascia la sala dopo una richiesta di formali scuse  da parte di Minotti a cui lo stesso replica: “dovrete chiedere scusa voi a noi per avere imposto ieri di far togliere le bandiere verdi dalla mozione sull’Iran”.
Alle 18,30 Tettamanti chiede il controllo del numero legale essendosi assentati diversi della minoranza, tutti i leghisti e metà circa dei consiglieri del PDL.
“Seduta sospesa per mancanza di numero legale” meglio per mancanza di senso della responsabilità verso i cittadini, visto il numero di ordini del giorno non di poco conto, rimasti da discutere e votare forse alle calnde greche.
[Enzo Arighi, ufficio stampa di Renato Tettamanti]

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